I dadi, senza segreti

I dadi di D&D spiegati: a cosa serve ogni dado del set

Un set standard contiene sette dadi, e ognuno ha il suo compito. Ecco come si chiama ogni dado, quali risultati può dare e quando entra in gioco al tavolo, che tu giochi a D&D o a un altro gioco di ruolo, o che muova reggimenti su un campo di battaglia.

Prima di tutto, i nomi

Tutto il segreto sta nella «d»

I dadi prendono il nome dal numero di facce: un d20 ne ha venti, un d6 ne ha sei. Quando un gioco scrive «3d6», è l'abbreviazione di «tira tre dadi a sei facce e somma i risultati». Un set standard di sette dadi contiene un d20, un d12, due d10 (uno dei quali numerato a decine, per le percentuali), un d8, un d6 e un d4. È tutto ciò che serve per D&D e copre anche la maggior parte degli altri giochi di ruolo da tavolo; le eccezioni sono i sistemi a pool di dadi, in cui si tirano grandi manciate dello stesso tipo di dado, ed è anche così che si gioca ai wargame, il più delle volte con d6 o d10.

Il d20

Venti facce · il protagonista

Il dado che tutto il tavolo tiene d'occhio. In D&D e nella maggior parte dei giochi basati sul d20 decide quasi tutto: attacchi, tiri salvezza, prove di abilità, se riesci a convincere la guardia con le belle parole o finisci dritto in cella. Molti giochi basati sul d20 ti fanno anche tirarne due insieme e tenere il risultato migliore (o il peggiore), quindi un secondo d20 abbinato non va mai sprecato. Ottenere il risultato massimo, che chi gioca con il d20 chiama 20 naturale, è il momento più bello che si possa vivere al tavolo da gioco; un 1, invece, alimenta la nostra tabella definitiva dei fallimenti critici.

Visto che è il dado che lavora di più, è anche quello che riceve più amore: pesanti d20 in metallo, nuclei liquidi che vorticano all'impatto, versioni giganti belle cicciotte. Se c'è un dado su cui vale la pena investire per primo, è proprio questo.

Il d12

Dodici facce · il grande incompreso

Il dado del set che rotola in modo più fluido e, ingiustamente, il meno usato: in D&D è il dado di danno più grande che un'arma possa avere, quindi entra in scena quando qualcuno al tavolo brandisce l'arma più pesante. Tutti gli altri lo tengono nel set in attesa del giorno in cui finalmente ne impugneranno una.

Il d10 e il d% (dado percentuale)

Dieci facce, due volte · quelli che fanno squadra

Il tuo set contiene due dadi a dieci facce: un normale d10 numerato da 0 a 9 e un d% (il dado percentuale) numerato da 00 a 90, di dieci in dieci. Tirati insieme funzionano come un unico d100: il d% dà le decine, il d10 le unità, quindi 70 più 4 si legge 74. C'è un solo caso particolare, e manda in confusione chiunque sia alle prime armi: 00 più 0 si legge 100, non zero. I giochi usano il d100 per le tabelle del bottino, gli eventi casuali e tutto ciò che ha una probabilità espressa in percentuale.

Quando tiri il d10 da solo, la faccia 0 vale 10. Usato così, copre i danni di media entità ed è il dado su cui si reggono diversi sistemi di gioco.

Il d8

Otto facce · la via di mezzo su cui contare

Lo stakanovista dei danni di media entità: il colpo che non è né un graffio né il colpo di grazia, e anche buona parte delle cure. Due piramidi a base quadrata unite base contro base, che rotolano in modo uniforme. È facile prenderlo per sbaglio al posto del d10: il d8 ha facce triangolari, il d10 facce a forma di aquilone. Nessuno scrive canzoni sul d8, ma è sul tavolo a ogni singola sessione.

Il d6

Sei facce · quello che conoscono tutti

Il classico dei giochi da tavolo e, se si contano tutti i giochi, il dado più tirato al mondo. Nei giochi di ruolo cede il passo al d20; altrove regna sovrano. Chi gioca di ruolo ne tira uno per un colpo leggero e una manciata per un colpo pesante; chi gioca ai wargame ne tira a secchiate tutti insieme, ed è per questo che esistono i set di d6 abbinati. Se il tuo gioco scrive «tira 8d6», è da qui che nasce il dramma.

Il d4

Quattro facce · il tribolo

La piramide. Più che rotolare, atterra, e il risultato si legge sul bordo inferiore o sulla punta in alto, a seconda del modello. Si occupa dei danni minori e dei dadi di cura, e ha messo fine a più passeggiate notturne a piedi nudi di qualsiasi mostro. Trattalo con rispetto.

Domande

Domande frequenti sui set di dadi

Quali dadi servono per iniziare a giocare a D&D?

Un set standard di sette dadi copre tutto: d20, d12, due d10, d8, d6 e d4. Ogni set CritStones è un set completo di sette dadi, quindi ne basta uno qualsiasi per la tua prima sessione.

Come si leggono i due d10 insieme (tiro percentuale)?

Il d% (da 00 a 90) dà le decine, il d10 (da 0 a 9) le unità: 70 e 4 fanno 74, 00 e 7 fanno 7. Il caso speciale: 00 e 0 insieme si leggono 100, non zero. E quando il d10 viene tirato da solo, la faccia 0 vale 10.

A cosa serve il d20?

In D&D e nella maggior parte dei giochi simili, a quasi tutto ciò che conta: tiri per colpire, tiri salvezza e prove di abilità. Al tavolo di D&D è il più tirato dei sette dadi, ed è per questo che puoi comprare anche un d20 singolo.

Posso usare un d20 spindown di un gioco di carte?

Un d20 spindown ha le stesse venti facce, ma i numeri si susseguono in ordine attorno al dado invece di essere distribuiti in modo equilibrato, quindi anche il più piccolo difetto di bilanciamento spinge i risultati in una sola direzione, e molti gruppi di gioco non lo accettano. Per i tiri che contano davvero, usa un d20 vero e proprio.

I dadi in materiali diversi rotolano in modo diverso?

Si distinguono molto più al tatto e al suono che nel modo in cui rotolano: peso, baricentro e rimbalzo variano tra resina, metallo, vetro e pietra naturale. Trovi il confronto completo nella nostra guida ai materiali dei dadi, mentre al bilanciamento risponde come si deve il test di bilanciamento su 10.000 lanci. Per tenerli in buone condizioni, qualunque sia il materiale, c'è la guida alla cura dei dadi.

Quali dadi usa davvero chi gioca ai wargame?

Soprattutto tante copie dello stesso dado: manciate di d6 nella maggior parte dei regolamenti per grandi battaglie e per schermaglie, d10 in altri; per questo chi gioca ai wargame compra spesso più set abbinati.

E ora la parte divertente

Ora sai a cosa servono. Scegli quelli che senti tuoi.

I dadi CritStones sono progettati internamente da GlassStaff a Boskoop, nei Paesi Bassi, e spediti dai magazzini nell'UE e negli USA. Ogni set CritStones è un set completo di sette dadi ed è coperto dalla CritStones Promise, la nostra garanzia a vita. Scegli in base al materiale, al colore o al set che prenderesti per primo al tavolo.